mercoledì 16 agosto 2006

Si alza il sipario su Mercantia 2006-Il Firenze

Oltre 400 artisti tutte le sere, teatro sperimentale, monologhi e spettacoli che hanno per location il borgo medievale, i giardini e gli angoli più segreti di Certaldo. Mercantia, la teatral-festa-mercato-medievale, 19esima edizione, torna di scena dall’11 al 16 luglio. L'offerta di spettacoli, rispetto alle passate edizioni, è quasi raddoppiata. La programmazione, come tutti gli anni, prevede rappresentazioni teatrali di ogni genere. Le rassegne più interessanti della settimana teatrale in Valdelsa? Lo spettacolo di apertura, l’11 luglio con un grande musicista-ballerino, e gli spazi dedicati ai “cinque continenti”, con compagnie che arrivano dall’Oriente, dall’India e dal Sud America.
I protagonisti. Mercantia 2006 si apre l’11 luglio con lo spettacolo di Melvin Brown “The last of the great song and dance men!”. Melvin Brown è un grande cantante e ballerino che ha lavorato con James Brown, con B.B. King, Stevie Wonder, Movin Melvin Brown. Arriva in Toscana direttamente dagli Stati Uniti.
Altri spettacoli da non perdere, tra i centinaia proposti nei 6 giorni teatrali di Mercantia, direzione artistica di Alessandro Gigli - sono quelli dedicati ai “cinque continenti”, una panoramica a tutto tondo sulla teatralità nelle varie culture. Si potranno vedere gli Watinoma, del Burkina Faso (14-15-16 luglio), l’asiatica Milon Mela, che porta sulla scena «Source’s research indian performing arts - Festa degli incontri», (11-12-13 luglio), i sudamericani Quetzalcoalt, che nelle loro danze mostrano riti di purificazione nel fuoco, e gli australiani Electric Kora Land.
Altro progetto al via quest’anno, che vuole coinvolgere un pubblico diverso da quello che adora il teatro di strana, è quello dei «giardini segreti»: alcuni spettacoli sono ambientati in luogo magici come i sotterranei del museo di arte sacra, le cantine delle botteghe o le prigioni di Palazzo Pretorio.
Nella rassegna dei “giardini segreti” c’è anche uno spettacolo sulla storia della Serchia, la strega di Certaldo, e delle avventure vissute da Cavalier Ridolfi.
Prezzi e orari. Il biglietto d’ingresso costra dai 3 ai 15€ (3€ ridotto martedì/mercoledì e giovedì; 15€ biglietto intero sabato). Sono previste riduzioni per soci Coop e Touring. Gli abbonamenti a 3 serate, da martedì a giovedì, costano da 6 a 10€; gli abbonamenti per tutta la settimana da 14 a 25 euro. Le serate iniziano alle 20.30 con due ore di “carnevale” al seguito delle marchino band e di trampolieri e sputafuoco. L’orario di fine degli spettacoli varia durante la settimana: per martedì, mercoledì e giovedì il termine è previsto a mezzanotte e mezzo. Il venerdì e la domenica alle 1, il sabato alle 1,30.
Agnese Fedeli

Consumi dell'acqua nei mesi estivi - Il Firenze

Durante l'estate i consumi medi d'acqua a Firenze arrivano quasi a raddoppiare. Se nei mesi invernali una famiglia composta da tre persone, residente a Firenze o comunque in Regione consuma dai 500 ai 600 litri d'acqua ogni giorno, da giugno a settembre i fiorentini arrivano a utilizzarne anche fino a 800 litri, per uso domestico, in 24 ore. Tra i motivi che spiegano il più alto consumo d'aqua in città e nel resto della regione, c'è anche il grande afflusso turistico nella stagione primaverile ed estiva. Le zone sottoposte a rischio idrico? I primi della lista sono i paesi del Chianti, fino a qualche anno fa ancora incontaminati. Borghi, paesi e nuove realtà abitative arrivate ultimamente con il recente sviluppo urbanistico, significativo negli ultimi tempi, e che quindi mette sotto sforzo la rete idrica già presente. Intanto i vari comuni della provincia si stanno mobilitando contro lo spreco dell'acqua e per prevenire il rischio idrico, emettendo ordinanze per sottolineare che l'uso dell'acqua potabile deve essere riservato ai soli scopi domestici.
A Firenze e in are metropolitana il servizio di fornitura dell'acqua è a cura di Acque spa, che denuncia come il cambiamento climatico e le elevate temperature al di sopra della media del periodo stia inducendo un significativo aumento dei consumi. L'acqua che arriva nelle case dei fiorentini parte dalla diga di Bilancino, che una capacità di circa 69 milioni di metri cubi, e dall'impianto principale di potabilizzazione dell'Anconella che, in situazioni di emergenza può lavorare insieme alla struttura di Mantignano e produrre e distribuire acqua per una domanda anche di 800-900 mila abitanti. Il Bilancino rilascia attualmente 1,5 metri cubi al secondo, cioè 129.600 metri cubi al giorno.
Intanto le amministrazioni dei vari comuni della provincia si stanno organizzando per prevenire il rischio di carenza idrica. Sono di alcuni giorni fa le ordinanze, per esempio, del comune dell'Impruneta e di Borgo San Lorenzo. All'Impruneta, così come a Borgo San Lorenzo, è caldamente rischiesto di fare un uso oculato, in particolare nel periodo estivo, dell'acqua potabile presa direttamente dall'acquedotto. Per chi sgarra e usa l'acqua potabile per scopi non domestici, cioè per lavare automobili o per innaffiare orti e giardini che in questo periodo soffrono proprio come uomini e animali, all'Impruneta rischia una multa da 25 a 500 euro. A Borgo da 50 a 300 euro. Il comune di Firenze non ha fatto ordinanze che intimano multe per chi spreca l'acqua potabile nei mesi estivi, ma è comunque in corso una campagna di sensibilizzazione a cura di Acqua Spa, che mira a far capire che risparmiare una risorsa preziosa come l'acqua non è difficile, anzi, può esser semplice come un gioco.
Per evitare sprechi, d'acqua ed eventualmente anche di soldi, le regole sono un po' sempre le stesse: riparare gli impianti che perdono, usare l'acqua da secchi o da annaffiatori, piuttosto che l'acqua corrente, far funzionare la lavatrice o la lavastoviglie a pieno carico (si risparmiano a 8.000 -11.000 litri di acqua all'anno), fare la doccia la posto del bagno in vasca.
Agnese Fedeli

giovedì 13 luglio 2006

Montalbano e Cerbaie a rischio fuoco, 10 luglio 2006, Il Tirreno

Montalbano e Cerbaie a rischio fuoco

Volontari a caccia dei piromani, ma a Samminiatello hanno già colpito



I gruppi antincendio di guardia anche 24 ore su 24

EMPOLI. Le zone più esposte a rischio incendio nell'Empolese-Valdelsa? Sicuramente sono le colline del Montalbano e quelle delle Cerbaie, nel fucecchiese. Lo confermano i precedenti degli anni passati e lo dicono i vari nuclei antincendio di volontari presenti sul territorio. Quelli che fanno da supporto al lavoro fondamentale dei vigili del fuoco. Proprio i volontari lanciano l'allarme per il numero troppo esiguo di personale a disposizione, specialmente nei mesi estivi. Dal primo luglio è cominciato il periodo di "alto rischio": le unità antincendio del Circondario fanno pattugliamenti ogni giorno, avvistamento da torrette d'osservazione, esercitazioni e tutela ambientale per prevenire qualsiasi episodio di fiamme.
Sono recenti un incendio a un camion a Casenuove e 150 metri quadrati di bosco andati in fumo a Samminiatello. «Per quanto riguarda Samminiatello, pensiamo che sia opera di uno stesso piromane che ha già colpito altre 5 o 6 volte in questo periodo», denuncia Daniele Calosi della Racchetta di Montelupo.
Le zone a rischio. Occhi puntati su tutto il Montalbano, dunque, ma anche sul territorio di Capraia e Limite che al 60% è boschivo. Può diventare pericolosa, anche se in misura forse minore, la zona di Gambassi, che è molto panoramica. «Gli incendi che contribuiamo a evitare - spiegano le centrali di prevenzione Vab - sono al 90% di origine dolosa. Gli incendi purtroppo vengono tutti appiccati. Potranno essere forse 2 o 3 quelli che nascono in maniera naturale. Ora c'è anche più attenzione da parte dei coltivatori, che bruciano molto meno le sterpaglie, rispetto a prima, per fare pulito nei campi. E ci sono multe salatissime, per chi brucia senza tutela, così la gente ci fa più attenzione». È tenuta sotto controllo con grande attenzione anche la zona di Cerbaie e del Galleno, che è stato scenario nel 2003 di un grande incendio alle Pinete.
I centri volontari. Nei comuni del Circondario ci sono alcune sedi che svolgono servizio di volontariato antincendio: la Vab di Capraia, la Vab di Vinci, la Racchetta a Montelupo, il nucleo comunale di Castelfiorentino. «Noi siamo 60 soci iscritti - dicono dalla Racchetta di Montelupo -, ma gli operativi in caso d'incendio scendono a 40. Il periodo più critico per gli incendi comincia in luglio e s'intensifica in agosto, quando le fiamme divampano più velocemente». La maggior parte dei centri preposti alla prevenzione degli incendi è reperibile, in questi mesi estivi, 24 ore al giorno. «Ogni giorno deve esserci un minimo di 4 volontari - spiega Stefano Bandini della Vab di Capraia -. Uno o due per i collegamenti radio più un paio per ogni mezzo di soccorso». Sono 15 i volontari operativi sulla prevenzione degli incendi alla Pubblica Assistenza di Fucecchio. Il gruppo fucecchiese è organizzato da Claudio Calugi, Daniele Minneci, Andrea Ricci e Marco Santini. «Il nostro gruppo fa protezione civile e antincendio - afferma Minneci -. Ci occupiamo anche di difesa ambientale e di denunciare la presenza di discariche abusive». La Vab di Vinci, impegnata sul Montalbano e sul fucecchiese, conta circa 20 soci operativi. «Dal 1º luglio fino al 1º settembre siamo reperibili tutto il giorno e operativi dalle 14 alle 20» dicono da Vinci.
Vive una situazione più tranquilla, rispetto ad altre sedi, il nucleo antincendio comunale di Castelfiorentino, impegnato anche nei territori di Certaldo, San Gimignano e Gambassi. «In totale siamo 160 soci, tutti quanti in grado d'intervenire in caso d'incendio - dice Simone Masi, una dei responsabili del nucleo -. Dobbiamo dire comunque che la Valdelsa, anche rispetto a zone come il Montalbano o a altri comuni del Circondario, è meno preda di incendi davvero significativi. Abbiamo torrette di osservazione con le quali riusciamo a monitorare praticamente tutta la Valdelsa».
Agnese Fedeli

UNEDÌ, 10 LUGLIO 2006

Pagina 1 - Empoli

L'APPELLO

Mancano gli uomini






Uno dei problemi denunciati dai centri che si occupano di fare prevenzione antincendio è il basso numero di volontari. E, in seconda battuta, il fatto che i volontari siano tutti giovani. Alla Vab di Capraia e Limite rispondono al telefono due ragazzi di 22 e 21 anni. «Ho cominciato a fare volontariato con la Vab a 17 anni - racconta Stefano Bandini -. Il mio battesimo del fuoco? Nel 2003, durante l'incendio delle Pinete al Galleno. Il più grande tra i volontari ha 45 anni, ma in media abbiamo tutti tra i 20 e i 30 anni. E non siamo mai abbastanza». Conferma questa denuncia anche Simone Masi della ProCiv di Castello che dice: «L'età media dei soci è 25 anni, siamo tutti giovani. E sicuramente il volontariato non sta passando un buon momento».

Giovani empolesi a lavorare la terra della mafia, 10 luglio 2006, Il Tirreno

Dal circondario partiranno in 23

Giovani empolesi a lavorare la terra della mafia


EMPOLI. Ventitrè ragazzi del Circondario scopriranno questa estate cosa significa "sporcarsi le mani" nella lotta contro l'illegalità. Sono quelli che parteciperanno nei mesi di luglio e agosto ai campi di lavoro organizzati dall'associazione Libera, nelle terre del meridione confiscate alle mafie. Giovani, qualcuno scout dell'Agesci, che hanno già portato avanti un cammino di conoscenza delle tematiche legate alla legalità. «Partecipare a questo campo di lavoro - dice Filippo Vannini, capo scout - ci permetterà di passare dalla riflessione all'azione e quindi di conoscere più a fondo la situazione che vivono i ragazzi delle cooperative agricole delle terre confiscate alle mafie».
I giovani che dedicheranno l'estate a un'attività di servizio andranno a lavorare nei campi di Canicattì, Corleone (a poche centinaia di metri dal casolare dove è stato trovato Provenzano) e a Gioia Tauro. «Nel periodo che trascorreranno nelle cooperative agricole - ha spiegato Maurizio Pascucci, responsabile Arci Toscana - i ragazzi faranno varie attività: la mattina lavoreranno la terra nei campi confiscati alle mafie; nel pomeriggio si dedicheranno invece ad approfondire la storia della mafia in Italia e a fare socializzazione con i ragazzi che lavorano nelle cooperative». Lavoro, studio e divertimento sembrano essere le tre chiavi di volta dei campi di Libera che, dalla Toscana quest'anno hanno trovato in totale 170 iscrizioni.
Sostengono questa iniziativa i vari comuni del Circondario e altri enti, come l'Arci. In preparazione a questi campi di lavoro nel sud Italia, anche le Case del Popolo del circondario si sono date da fare con autofinanziamenti, cene e raccolte fondi, in attesa che i ragazzi, una volta tornati, organizzino delle serate per raccontare a tutti la loro esperienza.
Chi parte. Ecco i ragazzi che partiranno per Canicatti, Corleone e Gioia Tauro: Filippo Vannini (Vinci), Tommaso Simoncini (Montespertoli), Martina Rasenti (Empoli), Francesca Luzzi (Empoli), Marta Marzi (Empoli), Annarita Elefante (Empoli), Alessandro Arrighi (Empoli), Paolo Pucci (Empoli), Sara Bartoli (Montelupo), Francesca Campigli (Empoli), Caterina Cappelli (Montespertoli), Giulia Centi (Empoli), Marta Rutili (Empoli), Lorenzo Rutili (Empoli), Stefania Gagliano (Empoli), Luana Dimistrio (Empoli), Tiziana Saracco (Montespertoli), Alessia Mandolini (Capraia), Daniele Dei (Capraia), Dunia Vecchia (Certaldo), Tommaso Capecchi (Certaldo), Martina Calosi (Capraia), Enrico Del Grande (Empoli). A.F.

Sassofoni e tamburi tra la gente, Il Tirreno/Spettacoli toscana, 8 luglio 2006

Sassofoni e tamburi tra la gente

Dai Funk Off a Fantomatik Orchestra: le street band della Toscana

Suonare musica coinvolgente, ritmata e ballabile. Suonarla proprio tra la gente che cammina per la strada. E' questa la filosofia di ogni street band che si rispetti. In Toscana ce ne sono parecchie, a partire dall'ormai famosa Funk Off di Vicchio. La scuola di pensiero di gran parte delle street band è una sorta di "take it easy" musicale: la preparazione tecnica c'è, ma quasi nessuno pensa di lavorare (e guadagnare) soltanto facendo il musicista.
Ma quanto costa "affittare" una street band per una sera? 1000 euro sembra essere il prezzo base: «La cifra che chiediamo non è del tutto standardizzata - spiega Gianni Rubolino, che guida la maremmana Zastava Orchestar -. Molto dipende dalla distanza del luogo dalla nostra sede. Per la partecipazione ai festival chiediamo 1300-1500 euro». Il prezzo va poi diviso per il numero di componenti della street band. A ciascun musicista, viene poco più di un rimborso spese, che comunque per alcuni rappresenta una prima piccola fonte di reddito.
Una street band che "ce l'ha fatta" e che davvero vive di sola musica è sicuramente la Funk Off di Vicchio: formazione che ha in organico trombe, sassofoni e percussioni. I pezzi suonati dalla Funk Off sono scritti e arrangiati dal band leader Dario Cecchini. La musica della Funk Off si coniuga con il movimento: secondo la filosofia street band, la musica non si deve solo ascoltare o ballare. Si deve anche vedere.
Molto più piccola è la fiorentina Buda Pascià Orkestar, formata da 4 musicisti. La sua particolarità? Suona camminando sui trampoli. E' nata a Firenze nel 2000 anche la Fiati Sprecati street band. Il repertorio base è la canzone italiana anni 60-70, arricchita da swing, easy-jazz e ritmi balcanici. Questa street band ha il suo laboratorio all'interno del Centro Popolare Autogestito di Firenze, riferimento nel quartiere Gavinana e ha all'attivo concerti in Italia e all'estero.
Conta 12 componenti l'empolese Badabimbum Band, nata un anno fa come laboratorio di musica d'insieme al centro attività musicale. E oggi è già in mano a diversi agenti musicali. Il repertorio è vario: dal blues, al funky fino alla musica etnica. Ha sede a Grosseto la Fantomatik Orchestra guidata da Stefano Scalzi. La Fantomatik è una street band di ottoni dal repertorio rock-blues e etno-pop, che ha come idea base di mettere insieme musicisti di estrazione moderna che sappiano proporre un repertorio internazionale, utilizzando strumenti a fiato e a percussione, ma anche voci e chitarra.
E' nata nel 1998 all'Impruneta la Pinoli street band composta da circa 10 strumentisti. La loro caratteristica principale è di ispirarsi alla tradizione musicale americana con musicalità mediterranee. «Noi siamo tutti appassionati di musica, ma nessuno proviene dal conservatorio - dice Giacomo, uno dei musicisti -. Facciamo due o tre uscite al mese per divertirci e far divertire. Non tanto per farci un patrimonio».
È di San Miniato, infine, la Large street band, anche questa una formazione di strumenti a fiato e percussioni itinerante. Nel repertorio della Large street band ci sono rock and roll, twist, booghi wooghi, swing e dixieland.
Agnese Fedeli